
Di gennaioI' doto voi, nel mese de gennaio, corte con fochi di salette accese, camer' e letta d'ogni bello arnese, lenzuol' de seta e copertoi di vaio, tregèa, confetti e mescere a razzaio, vestiti di doagio e di rascese: e 'n questo modo star a le defese, mova scirocco, garbino e rovaio. Uscir di for alcuna volta il giorno, gittando de la neve bella e bianca a le donzelle che staran da torno; e quando fosse la compagna stanca, a questa corte faciase retorno: e si riposi la brigata franca. Di febbraioE de febbrai' vi dono bella caccia di cervi, di cavrioli e di cinghiari, corte gonnelle, e grossi calzari, e compagnia che ve deletti e piaccia; can da guinzagli e segugi da traccia, e le borse fornite di danari, ad onta degli scarsi e degli avari, o di chi 'n questo vi dà briga e 'mpaccia. E la sera tornar co' vostri fanti carcati de la molta salvaggina, avendo gioia ed allegrezza e canti; far trar del vino e fumar la cucina, e fin al primo sonno star razzanti: e po' posare 'infin alla mattina. Di marzoDi marzo sì vi do una pischiera d'anguille, trote, lamprede e salmoni, di dèntici, dalfini e storioni, d'ogn'altro pesce in tutta la rivera; con pescatori e navicelle a schiera e barche, saettìe e galeoni, le qual ve portino a tutte stagioni a qual porto vi piace la primera: che sia fornito de molti palazzi, d'ogn'altra cosa che ve sie mestero, e gente v'abbia de tutti sollazzi. Chiesia non v'abbia mai né monastero; lassate predicar i preti pazzi, ch'hanno troppe bugie e poco vero. D'aprileD'april vi dono la gentil campagna tutta fiorita di bell'erba fresca: fontane d'acqua che non vi rincresca, donn'e donzelle per vostra compagna, ambianti palafren, destrier di Spagna e gente costumata a la francesca; cantar, danzar a la provenzalesca con instrumenti novi d'Alemagna. E da torno vi sia molti giardini e giacchito vi sia ogni persona: ciascun con reverenza adori e 'nchini a quel gentil, c'ho dato la corona de pietre preziose, le più fini c'ha 'l presto Gianni e 'l re de Babilona. Di maggioDi maggio sì vi do molti cavagli e tutti quanti siano affrenatori, portanti tutti, dritti corritori; pettorali, testere de sonagli, bandère con coverte a molti 'ntagli di zendadi e di tutti li colori; le targhe a modo degli armeggiatori; viuole, rose, fior, ch'ogn'om abbagli; e rompere e fiaccar bigordi e lance, e piover da finestre e da balconi en giù ghirlande, e 'n su melerance; e pulzellette gioveni e garzoni baciarsi ne la bocca e ne le guance: d'amor e di goder vi si ragioni. Di giugnoDi giugno dovvi una montagnetta coverta di bellissimi arboscelli, con trenta ville e dodici castelli, che sian entorno ad una cittadetta, ch'abbia nel mezzo una soa fontanetta e faccia mille rami e fiumicelli, ferendo per giardin e praticelli e rinfrescando la menuta erbetta. Aranci e cedri, dàttili e lumie e tutte l'altre frutte savorose empergolate siano per le vie; e le gente vi sian tutte amorose e faccianvisi tante cortesie, ch'a tutto 'l mondo siano graziose. Di luglioDi luglio en Siena su la saliciata, con le piene enghestare de tribbiani, ne le cantine li ghiacci vaiani; e mane e sera mangiar in brigata di quella gelatina ismisurata, istarne roste, giovene fagiani, lessi capponi, capretti sovrani e cui piacesse, manza con l'agliata. Ed ine trar bon tempo e bona vita, e non andar de for per questo caldo; vestir zendadi di bella partita; e quando godi, star pur fermo e saldo, e sempre aver la tavola fornita: e non voler la moglie per gastaldo. D'agostoD'agosto sì vi do trenta castella in una valle d'alpe montanina, che non vi possa vento de marina, per istar sani, chiari come stella; e palafreni de montare 'n sella e cavalcar la sera e la mattina: e l'una terra a l'altra sia vicina, ch'un miglio sia la vostra giornatella, tornando tuttavia inverso casa; e per la valle corra una fiumana, che vada notte e dì traente e rasa; e star nel fresco tutta meriggiana, la vostra borsa sempre a bocca pasa, per la miglior vivanda di Toscana. Di settembreDi settembre vi do deletti tanti: falconi, astori, smerletti, sparvieri; lunghe, gherbegli, geti con carnieri, bracchetti con sonagli, pasto e guanti; bolze, balestre dritt'e ben portanti, archi, strali, ballotte e ballottieri, sianvi mudati guilfanghi ed astieri nidaci e di tutt'altri uccel volanti, che fosser boni da snidar e prendere: e l'un e l'altro tuttavia donando, e possasi rubar e non contendere; quando con altra gente rencontrando, la vostra borsa si' acconcia a spendere e 'n tutto abbiate l'avarizia en bando. D'ottobreDi ottobre nel contà c'ha buono stallo, e' pregovi, figliuoi, che voi n'andate; traetevi bon tempo ed uccellate come vi piace, a piè ed a cavallo. La sera per la sala andate a ballo, e bevete del mosto ed inebriate, ché non ci ha miglior vita, en veritate: e questo è vero come 'l fiorin giallo. E poscia vi levate la mattina, e lavativ'el viso con le mani; lo rosto e 'l vino è bona medicina. A le guagnele, starete più sani, ca pesce in lag' o fiume o in marina, avendo meglior vita di cristiani! Di novembreE di novembre a Petriuolo al bagno, con trenta muli carchi de moneta: la ruga sia tutta coverta a seta; coppe d'argento, bottacci di stagno: e dar a tutti stazzonier guadagno; torchi, doppier che vegnan di Chiareta; confetti con cedrata de Gaeta; e béa ciascun e conforti 'l compagno. E 'l freddo vi sia grande e 'l foco spesso; fagiani, starne, colombi, mortiti, levori, cavrioli rosto e lesso: e sempre aver acconci gli appetiti; la notte 'l vento, 'l piover a ciel messo: e siate ne le letta ben forniti. Di decembreE di decembre una città in piano: sale terrene, grandissimi fochi, tappeti tesi, tavolier e giochi, torticci accesi, star co' dadi en mano, e l'oste inebriato e catellano, e porci morti e finissimi cochi, ghiotti morselli, ciascun béa e mandochi: le botte sian maggior che San Galgano. E siate ben vestiti e foderati di guarnacche, tabarri e di mantegli e di cappucci fini e smesurati; e beffe far de' tristi cattivegli, de' miseri dolenti sciagurati avari: non vogliate usar con egli. ![]() |
Giacomo di Michele (soprannominato Folgore) visse all'incirca tra il 1270 e il 1330 e combatté
come cavaliere per il comune di San Gimignano.
La sua fama di poeta gioioso, amante della vita spensierata delle brigate cortesi, è legata
soprattutto alle due collane dei 'Sonetti de la semana' e dei 'Sonetti de' mesi'.


