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Una teoria generale

Anche se la TC è nata in un campo strettamente matematico, la sua importanza risiede nel progetto di geometrizzare quelle scienze che hanno resistito a lungo ad un'analisi matematica: la biologia e le scienze umane, vale a dire le scienze ``inesatte''. In questo modo, la TC si differenzia dalle cosiddette teorie scientifiche perché essa non richiede necessariamente una conferma sperimentale:

Innanzitutto bisogna aver chiaro che la teoria delle catastrofi non è una teoria scientifica nel senso usuale del termine. Non è cioè una teoria scientifica come lo sono, per esempio, la teoria della gravitazione di Newton, la teoria dell'elettromagnetismo di Maxwell o anche la teoria dell'evoluzione di Darwin. Da teorie del genere si ha il diritto di chiedere che siano, in qualche senso, confermate dall'esperienza, che si possano cioè addurre argomenti sperimentali a loro favore.
Ma la teoria delle catastrofi non deve affatto soddisfare questa richiesta. Il termine ``teoria'' va inteso in un senso molto particolare: direi piuttosto che si tratta di una metodologia, se non di una sorta di linguaggio, che permette di organizzare i dati dell'esperienza nelle condizioni più varie.2.5
Da questo brano, tratto da un'intervista con René Thom, escono due punti importanti, costanti negli scritti dei seguaci della TC: il rifiuto di accettare il controllo sperimentale tra i criteri che danno diritto di esistenza ad una teoria scientifica, e la ricerca di una metodologia capace prima di tutto di classificare fenomeni di diversa natura. L'esigenza empirica (il controllo sperimentale) lega necessariamente la generalità della teoria alla contingenza dei dati dell'esperienza. La negazione di tale esigenza può indurre la TC a generalizzare la portata delle applicazioni (teoriche, s'intende), senza che questa estensione debba incidere sulla teoria stessa.

Ma qual'è la relazione tra la matematica e le scienze umane secondo Thom, ossia perché occuparsi di scienze inesatte?

La matematica è difficile, ma penso che anche la fisica teorica presenti delle autentiche difficoltà. Mentre non ci sono analoghe difficoltà intellettuali in altri campi di ricerca. Secondo me, c'è una differenza qualitativa fra la matematica e la fisica teorica da un lato e le altre discipline dall'altro. Queste ultime, credo sono a un livello intellettuale inferiore.2.6
Quindi per Thom, solo il matematico ha il diritto di essere ``intelligente''. La ragione di questa supremazia non è molto chiara, ma ci pare che essa vada cercata appunto nella purezza teorica della matematica, disciplina autonoma priva del peso sperimentale. Si tratta quindi di elaborare una teoria matematica a priori per applicarla poi al mondo empirico. Inoltre, la TC permette di trascurare i concetti delle scienze umane per collegare i diversi oggetti di queste scienze in un linguaggio unico:

Si l'on veut poursuivre à l'égard de ces concepts [delle scienze umane] une forme, même réduite, du programme hilbertien d'élimination du sens, alors l'étape de géométrisation par la TC peut apparaître comme un intermédiaire très précieux: on remplace alors l'intuition sémantique, avec son caractère subjectif immédiat, par l'intuition géométrique, qui spatialise son objet, et le distancie du sujet pensant.

La TC, en ce qu'elle est fondamentalement une théorie locale, élimine le caractère non local, trans-spatial, quasi magique de ces notions.2.7
Da ciò che precede risulta chiaro che la TC si considera come una teoria oggettiva, generale e quindi interdisciplinare (quest'ultima caratteristica essendo quella che dava alla semiotica l'etichetta di ``imperialismo''). È quindi evidente che i discorsi della TC sono contrassegnati da un ottimismo scientifico ad oltranza. Eccone un bel esempio:

L'on entrevoit désormais la possibilité de prolonger le rationalisme physique en un rationalisme structural, mathématiquement fondé, intégrant en la légalisant sa ``part maudite'' phénoménologique, symbolique et sémiotique; la possibilité, dans le cadre d'une extension objective de l'ontologie naturelle, de naturaliser un ordre rationnel du sens qui, jusqu'ici oscillait entre sa réification formaliste et son monnayage existentiel; bref, la possibilité d'une nouvelle philosophie naturelle rectifiant critiquement le partage (le ``Yalta'' transcendantal) entre Naturwissenschaften et Geisteswissenschaften, et venant faire du labyrinthe que Michel Serres a si joliment appelé ``le passage du Nord-Ouest'' le chemin et la voie vers, osons dire le mot, une nouvelle Aufklärung.2.8
Tenendo conto di alcuni principi della semiotica echiana, possiamo già indicare una difficoltà fondamentale, di natura filosofica: come si può riconciliare un ottimismo oggettivistico con uno scetticismo agnostico?


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henk 2001-08-18