Selezione dal de di Dante Alighieri
"O frati", dissi "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia
de' nostri sensi ch'è del rimanente,
non vogliate negar l'esperienza,
diretro al sol, ciel mondo senza gente.
Considerate la vostra semenza:
fati non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".
Li miel compagne feclio si' aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;
evolta nostra poppa nel mattino,
dei remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancinc.
Tutte le stelle gial de l'altro polo
vedea la notte, e 'l nostro tanto basso,
che non surgea fuor del marin suolo.
Cinque volte racceso e tanto casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,
quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avea alcuna.
Noi ci allegrammo, e tosto torno' in planto;
ché de la nova terra un turbo nacque,
e percosse del legno il primo canto.
Tre volte il fel girar con tutte l'acque:
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giu', com'altrui piacque,
infin che Il mar fu sopra noi richiuso.
Dante, lnfemo Canto XXVI
(traduzione di John Ciardi)